Buongiorno
Ho circa 40 transazioni all’anno per un fatturato totale di circa 1100€.
Come posso dichiarare i miei redditi alle imposte l’anno prossimo? (Non ho una micro impresa e non ho intenzione di crearne una)
Grazie in anticipo
Buongiorno
Ho circa 40 transazioni all’anno per un fatturato totale di circa 1100€.
Come posso dichiarare i miei redditi alle imposte l’anno prossimo? (Non ho una micro impresa e non ho intenzione di crearne una)
Grazie in anticipo
Ciao
Benvenuto nel forum!
Se vendi i tuoi beni usati non è tassabile.
Tutte le informazioni qui
Impôt sur le revenu - Faut-il déclarer les revenus d'une activité accessoire ? | Service Public)%20ne%20sont%20pas%20imposables.
Sono articoli acquistati e rivenduti per guadagnare un po’ di soldi.
È assolutamente necessaria una struttura se si desidera farlo a norma di legge e quindi dichiararlo al fisco. O è il pacchetto completo o la « clandestinità ».
Fino a circa 2000€ all’anno, il fisco può considerare che si tratti semplicemente della vendita dei propri beni. Si tratta di una tolleranza, non di una regola di diritto: se è evidente che fai compravendita, ad esempio se si tratta di serie di oggetti identici o quasi identici, il fisco potrebbe considerarla un’attività professionale. Ora, serve che un funzionario del fisco abbia l’energia di esaminare questi piccoli importi - dipende, tra le altre cose, da dove vivi: se il tuo dipartimento è « ricco » con molte persone tassate, è improbabile.
Per la struttura, la cosa più semplice rimane auto-imprenditore. Richiedendo l’ACRE al momento della creazione: ti verranno prelevati solo il 7% del fatturato il primo anno.
Attenzione, non è solo il Fisco a essere interessato. E in effetti, per loro, bisognerebbe essere sfortunati affinché reagiscano per una « piccola » somma del genere (può sembrare molto, ma nell’ambito di un’attività commerciale, non è nulla). Ma c’è anche l’Urssaf, e a loro non dispiace cercare di recuperare qualche centinaio di euro di contributi. Fate attenzione anche alla CAF, che sta iniziando a esaminare le vendite Vinted dei privati. Cattiva idea anche se si percepiscono indennità di disoccupazione.
Bisogna fare attenzione alle denunce anonime e anche tenere conto che il Fisco ha investito in strumenti di sorveglianza di ciò che accade sui social network. Quando ne vedo parlare apertamente di fare nero su Facebook, non è certo la migliore delle idee.
Ma ricordate sempre che se il Fisco si occupa del nostro caso, non c’è ALCUNA soglia di tolleranza. L’acquisto-rivendita dovrebbe essere dichiarato fin dal primo euro di fatturato. Dopo, spiego solo il quadro legale, nessuna morale (non è un mio problema).
Ah, è così adesso? Ai miei tempi era progressivo su 3 anni e a memoria era il 2,5% nel primo anno. C’era anche un versamento in 2 volte della metà dei diritti rimanenti alla disoccupazione, il che era molto interessante per iniziare (soprattutto se si riusciva a farsi subito uno stipendio).
Ma sì, è quasi l’unico status che si addice a un privato che vuole fare un complemento o lanciarsi in una piccola attività. Francamente, il 12,3% di contributi non è poi così caro per stare tranquilli. Inoltre, si tratta di contributi pensionistici aggiuntivi e altri vantaggi non trascurabili, permette di iscriversi a negozi riservati ai professionisti.
Per un reddito così basso non dovresti preoccuparti. Comunque le piattaforme devono trasmettere al fisco l’importo delle vendite e al di sotto di un certo importo non si è tassati.
Si è tassati fin dal primo euro se si è in regola. Siamo comunque in Francia, si saprebbe se ci fossero tolleranze ufficiali per lavorare in nero. Ti riferisci alla DAC7 che crea confusione.
Molti la interpretano come una soglia a partire dalla quale si è tassati o che obbliga a dichiarare. Or non è così, è una soglia a partire dalla quale la piattaforma ha l’obbligo di trasmettere al Fisco un riepilogo delle vendite, è solo informativo. Ma in nessun caso una qualche soglia dichiarativa e questo in entrambi i sensi, un privato che vende realmente i propri oggetti personali può superarla senza problemi (e senza limiti, a parte la soglia di 5000€ per gli oggetti preziosi) ma nell’ambito di un’attività di compravendita, non c’è alcuna tolleranza a 2000€. Infatti, poche possibilità di farsi scoprire per così poco, ma se succedesse l’argomento « non ho superato i 2000€ » non esiste.
Dopo questa DAC7 è recente e quindi non è ancora stata realmente utilizzata, quindi non sappiamo ancora quale sarà la sua portata sui controlli presso i privati.
Grazie per il tuo feedback. Per essere espliciti, se fosse possibile dichiarare senza creare un’azienda, la questione non si porrebbe.
Sai esattamente quali informazioni devono essere fornite sulla dac7?
Non lo so perché sono un professionista, quindi ci chiedono i nostri numeri professionali, ma non vedo cosa ci sia di speciale per i privati. Altrimenti è Vinted che lo fa per te, non devi fare niente.
Grazie per le correzioni, l’opinione di @Gametoysretro è più affidabile della mia. L’URSSAF potrebbe infatti voler recuperare importi inferiori rispetto a quelli perseguiti dalla DGFiP.
Sull’ACRE, preciso che le « mezze contribuzioni » del primo anno sono in un contesto di non cumulo con qualsiasi altra cosa. Esistono altri sistemi se si percepisce anche la disoccupazione. Il 7% comprende (a memoria), l’1% di prelievo liberatorio dall’imposta sul reddito, quindi non solo contributi sociali.
@Thibooooo: la DAC7 viene inserita e trasmessa dalle piattaforme. Quando arriverà il momento, ti richiederanno il tuo numero fiscale. Avranno già le altre informazioni.
Inoltre, non è possibile dichiarare un’attività commerciale senza avere una qualche forma di personalità giuridica. Lo status di autoimprenditore, che si crea in pochi minuti, è concepito per questo.