Semplice da gestire: solo la dichiarazione del fatturato mensile
Tassazione ridotta. Nessuna IVA sotto i 25k€. Prelievo URSSAF del 12,1% del fatturato. Detrazione fiscale del 71% (quindi reddito imponibile = 29% del fatturato) e possibilità di prelievo liberatorio tramite l’1% del fatturato
Impresa (SASU, SARL), se tassata sull’imposta sulle società (IS)
Possibilità di registrare a bilancio tutti i tipi di spese (es. informatica, affitto, trasferte/spese chilometriche, commercialista, ecc.).
IVA recuperabile (= acquisti senza pagare l’IVA)
Perdite riportabili agli anni successivi, ovvero ottimizzazione fiscale in caso di forti variazioni di reddito (spiego nel dettaglio se richiesto)
Trasmissione, rivendita dell’attività
Svantaggi
Micro-impresa
Limite di fatturato.
Nessuna spesa reale, nessuna trasmissione
Impresa (SASU, SARL), se tassata sull’imposta sulle società (IS)
Più complessa da creare. Prestatori esterni se ne occupano per qualche centinaio di euro. Se lo fai da solo, costa circa 100€ e una giornata di lavoro, viste tutte le fasi.
Contabilità dettagliata obbligatoria, spesso tramite un commercialista (trovare il commercialista, pagarlo, convincerlo a inserire questa o quella spesa nei conti…)
Dichiarazioni amministrative: IVA ogni mese, IS, bilancio fiscale annuale (il commercialista può occuparsene)
Si percepisce il denaro solo versandosi uno stipendio => su 100 di stipendio lordo oneri inclusi / costo datore di lavoro, vengono versati circa 57 di contanti, sui quali si deve pagare l’IR.
In effetti, al momento sono ancora 85k
L’applicazione della legge è rinviata al bilancio (quindi, data l’attualità, non è certo che rimanga una priorità) ed è stata approvata all’Assemblea una legge di abrogazione (ma non ancora al Senato).
L’IVA detraibile, per essere un vantaggio, dipende dal margine che si realizza. In pratica, se si guadagna meno del doppio, è un vantaggio, se si guadagna più del doppio, è uno svantaggio.
Per illustrare:
100€ di acquisto per 150€ di vendite danno: 20€ da recuperare, 30€ da versare, quindi 10€ da pagare alla fine
100€ di acquisto per 200€ di vendite danno: 20€ da recuperare, 40€ da versare, quindi 20€ da pagare alla fine
100€ di acquisto per 300€ di vendite danno: 20€ da recuperare, 60€ da versare, quindi 40€ da pagare alla fine
In franchigia IVA si pagano sempre 20€ all’acquisto, quindi non appena si supera il margine del doppio, è più interessante non recuperarla. Bisogna anche considerare che è diverso se si tratta di rivendita di usato acquistato da privati (in questo caso non conosco bene la materia).
Tuttavia, è possibile recuperare l’IVA sulle spese di funzionamento, lì sì che è un vantaggio. Quindi questo sfuma quanto detto sopra. Ma bisogna davvero fare bene tutti i conti prima di decidere.
Ma in realtà lo stesso ragionamento si applica fin dalla scelta dello status. Il regime micro è interessante per margini elevati e quando ci sono poche spese di funzionamento. Soprattutto quando si parla di un fatturato che rimane al di sotto dei limiti.
In pratica, per 5000€ di fatturato mensile, lavorando da casa e con meno di 2500€ di acquisti, non c’è un reale interesse a passare a una società.
Personalmente, preferisco di gran lunga rimanere nel regime micro, ci sono alcuni svantaggi ma la semplicità amministrativa li compensa ampiamente.